In seguito alla partita contro il Como, il Milan ha messo in scena un vero e proprio atto di “ribellione” nei confronti degli arbitri.
La“rissa” tra Allegri e Fabregas potrebbe aver creato un precedente piuttosto infelice. Proprio per questo motivo, il Milan sembrerebbe essere fortemente intenzionato ad un atto di “ribellione” nei confronti della classe arbitrale. Ciò è dovuto ad una serie di episodi giudicati come sfavorevoli dai rossoneri. In particolare, riferendosi alla partita contro il Como. Durante la quale gli argomenti di cui discutere sono stati molteplici, sia durante la partita che nel post gara.

La chiamata del Milan all’Aia
La Gazzetta dello Sport ha riportato chiaramente il motivo delle lamentele dei rossoneri: “Nelle scorse ore è stato fatto notare in maniera garbata all’Aia. Mancano due punti contro il Sassuolo per il gol ingiustamente annullato a Pulisic (sarebbe stato quello del 3-1, la partita è poi finita 2-2); nessuno ha ancora trovato una spiegazione sia per il rigore non concesso a Nkunku nel match d’andata vinto contro il Bologna sia per il placcaggio di Moreo su Gabbia che ha favorito il momentaneo 2-1 di Nzola del Pisa a San Siro”.
Poi, la parentesi sui rigori subiti: “Stride pure il dato dei rigori: il Milan è la squadra che ne ha avuti più contro (7) dopo il Napoli (8). Ce n’è abbastanza per una chiamata all’Aia e per sperare che certi casi non si ripetano più. A Milanello e in via Aldo Rossi hanno fiducia in un finale di campionato senza veleni ed errori.”
I casi contestati
Tra i casi contestati dal Milan, c’è il fallo subito da Pavlovic e non sanzionato. Il referto medico riguardante il difensore rossonero parla in maniera chiara: “Vasto ematoma dei tessuti molli e imbibizione edematoso-emorragico dell’osso peroneale senza interruzione della corticale“.
Ma soprattutto, la condotta messa in atto da Fabregas durante la partita, a sua volta non sanzionato. A differenza di quanto invece accaduto ad Allegri, il quale si ritrova a dover scontare la sua terza squalifica stagionale.